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Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha riacceso l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato nella gestione della sicurezza aziendale: il rapporto tra Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e tipologia contrattuale dei lavoratori.
Il tema non riguarda solo la conformità al D.Lgs. 81/2008, ma ha ricadute dirette anche sulla validità dei contratti di lavoro, in particolare quelli a termine. Un segnale chiaro per le aziende: sicurezza, organizzazione e gestione del personale sono oggi più che mai interconnesse.

DVR e tipologia contrattuale

DVR e valutazione dei rischi: cosa dice il D.Lgs. 81/2008

L’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che la valutazione dei rischi debba riguardare tutti i lavoratori, tenendo conto non solo dei rischi tecnici, ma anche delle caratteristiche soggettive e organizzative, tra cui:

  • genere, età e provenienza;

  • tipologia contrattuale (integrazione introdotta dal D.Lgs. 106/2009).

Questo principio rafforza un concetto chiave: la forma del contratto incide sull’organizzazione del lavoro e, di conseguenza, sull’esposizione ai rischi.

Tipologia contrattuale e validità del rapporto di lavoro

Il D.Lgs. 81/2015 (Jobs Act) prevede che i contratti non a tempo indeterminato – come tempo determinato, intermittente, somministrazione e apprendistato – non possano essere attivati da datori di lavoro che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi.
In assenza di DVR, il rischio non è solo sanzionatorio: il contratto a termine può essere dichiarato illegittimo e convertito a tempo indeterminato, come confermato anche dalla giurisprudenza.

Contratti atipici e sicurezza: le criticità da valutare

La Circolare INL n. 1148/2020 individua alcune condizioni di rischio tipiche dei rapporti non standard, tra cui:

  • minore familiarità con ambienti e procedure aziendali;

  • utilizzo di attrezzature conosciute solo parzialmente;

  • professionalità iniziale più fragile;

  • formazione non sempre adeguatamente contestualizzata;

  • minore propensione alla segnalazione delle criticità;

  • maggiore complessità nella gestione di formazione, DPI, sorveglianza sanitaria ed emergenze.

Quando presenti, questi fattori devono essere analizzati nel DVR e gestiti attraverso misure organizzative, procedurali e formative mirate.

La stessa circolare chiarisce però un punto importante: se i rischi delle mansioni sono già correttamente individuati e la tipologia contrattuale non incide sull’esposizione, il DVR non è automaticamente incompleto solo perché non contiene una sezione dedicata.

Indicazioni operative per le aziende

Alla luce degli orientamenti normativi e ispettivi, oggi è fondamentale:
✔ verificare se il DVR considera le diverse tipologie contrattuali;
✔ valutare l’impatto di formazione ridotta e minore familiarità operativa;
✔ strutturare procedure di inserimento, affiancamento e vigilanza rafforzata;
✔ integrare questi aspetti nella gestione quotidiana della sicurezza.

Il supporto di People S.p.A.

People S.p.A. affianca le aziende nella:

  • verifica di conformità del DVR;

  • valutazione dei rischi organizzativi e contrattuali;

  • progettazione di percorsi di inserimento sicuri per lavoratori a termine, intermittenti e somministrati.