Formazione e politiche attive del lavoro: cosa cambia dopo il GOL e perché investire oggi sulle competenze

Negli ultimi anni il programma GOL – Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori ha rappresentato uno degli strumenti più rilevanti per accompagnare persone e imprese nei processi di riqualificazione e reinserimento professionale. Oggi, con l'avvicinarsi della conclusione del ciclo PNRR, si apre una nuova fase di riflessione sul futuro delle politiche attive del lavoro e sul ruolo strategico della formazione. 

Questo tema è stato al centro dell'incontro istituzionale "Nuove sfide per la formazione e le politiche attive del lavoro dopo GOL", svoltosi il 20 gennaio 2026 presso la Camera dei Deputati, occasione di confronto tra rappresentanti delle istituzioni, enti accreditati e operatori del settore. 

Il dibattito non riguarda esclusivamente il destino dei finanziamenti pubblici, ma una questione più ampia e strutturale: come garantire continuità, qualità e impatto reale ai percorsi di crescita delle competenze, in un mercato del lavoro in continua trasformazione. 

Dal confronto istituzionale avviato a livello nazionale sono emersi alcuni punti chiave: 

  • la necessità di rendere la formazione sempre più mirata ai fabbisogni reali delle persone e delle imprese; 
  • il valore di percorsi che non si limitino all'erogazione di ore formative, ma che accompagnino concretamente l'occupabilità; 
  • l'importanza di rafforzare la collaborazione tra enti accreditati, istituzioni e sistema produttivo. 

In questo scenario, la formazione non può essere considerata una risposta emergenziale, ma una leva strutturale di politica del lavoro, capace di sostenere transizioni professionali, aggiornamento continuo e competitività territoriale. 

People S.p.A. opera da anni in questo contesto come ente accreditato, con un approccio che integra orientamento, politiche attive e formazione, ponendo la persona al centro del percorso e lavorando in sinergia con il tessuto economico locale. 

L'esperienza maturata sul campo conferma che i modelli più efficaci sono quelli capaci di coniugare qualità progettuale, attenzione alle competenze emergenti e accompagnamento nel tempo, superando una logica puramente amministrativa degli interventi. 

Il futuro delle politiche attive richiede quindi visione, responsabilità condivisa e capacità di progettare oggi soluzioni sostenibili per il lavoro di domani.
People continuerà a contribuire a questo percorso, promuovendo una cultura della formazione come investimento strategico per le persone, le imprese e il territorio. 




Comunicazione assertiva sul lavoro: come gestire conversazioni difficili senza conflitti

Nel lavoro quotidiano, le conversazioni difficili sono inevitabili.
Feedback da dare, errori da affrontare, richieste da rifiutare, confini da chiarire, aspettative da riallineare: sono tutti momenti che, se gestiti male, possono generare tensioni, conflitti e cali di motivazione.

In questi contesti, la comunicazione assertiva diventa una competenza fondamentale. Non solo per evitare lo scontro, ma per costruire relazioni professionali più sane, efficaci e orientate ai risultati.

comunicazione assertiva sul lavoro

Perché le conversazioni difficili sono così frequenti in azienda

Le organizzazioni sono fatte di persone, obiettivi, ruoli e responsabilità diverse.
Questo significa che prima o poi emergono:

  • incomprensioni

  • aspettative non allineate

  • errori operativi

  • carichi di lavoro eccessivi

  • richieste percepite come ingiuste

Evitare il confronto non risolve il problema: spesso lo amplifica.
Affrontarlo in modo aggressivo, invece, danneggia le relazioni.
È qui che entra in gioco l’assertività.

Quando manca l’assertività: cosa succede davvero

In assenza di una comunicazione assertiva, le persone tendono a muoversi su due estremi:

  • comunicazione passiva
    → si evita il confronto, si accumula frustrazione, si dice “sì” anche quando si vorrebbe dire “no”

  • comunicazione aggressiva
    → il messaggio passa, ma il rapporto si deteriora, creando resistenze e conflitti

Entrambe le modalità hanno un costo elevato in termini di clima, collaborazione e performance.


Comunicazione assertiva: il giusto equilibrio

La comunicazione assertiva permette di:

  • esprimere il proprio punto di vista con chiarezza

  • rispettare l’altro senza rinunciare a sé

  • affrontare situazioni complesse in modo costruttivo

  • mantenere relazioni professionali solide

Per approfondire i principi e le caratteristiche dell’assertività, puoi leggere anche il nostro articolo dedicato alla 👉 comunicazione assertiva

In questo articolo, invece, ci concentriamo sull’applicazione pratica dell’assertività nelle conversazioni più delicate.


Le conversazioni difficili più comuni sul lavoro

Alcuni esempi tipici:

  • dare un feedback negativo

  • segnalare un errore o una mancanza

  • dire “no” a una richiesta non sostenibile

  • gestire un collaboratore demotivato

  • affrontare un conflitto latente

  • chiarire ruoli e responsabilità

In tutti questi casi, il modo in cui comunichiamo è tanto importante quanto il contenuto del messaggio.


Tecniche di comunicazione assertiva per gestire conversazioni difficili

🔹 1. Separare il comportamento dalla persona

Concentrarsi sui fatti, non sui giudizi personali.

🔹 2. Usare messaggi in prima persona

“Quando succede questo, io mi trovo in difficoltà” è più efficace di “Tu sbagli sempre”.

🔹 3. Essere chiari e specifici

Ambiguità e mezze frasi aumentano il rischio di incomprensioni.

🔹 4. Ascoltare attivamente

L’assertività non è solo esprimersi bene, ma anche comprendere l’altro.

🔹 5. Definire confini e aspettative

Dire “no” in modo assertivo è una forma di responsabilità, non di rifiuto.

Il ruolo della formazione nello sviluppo dell’assertività

La comunicazione assertiva non è un talento innato: è una competenza che si può allenare.
La formazione permette di:

  • riconoscere i propri automatismi comunicativi

  • sperimentare nuove modalità di confronto

  • gestire l’emotività nei momenti critici

  • acquisire strumenti pratici da usare subito

Nel catalogo formativo People, l’assertività viene sviluppata come competenza chiave per migliorare relazioni, clima di lavoro ed efficacia professionale.


Perché investire sull’assertività conviene alle aziende

Le aziende che lavorano su queste competenze ottengono:

  • meno conflitti interni

  • maggiore chiarezza nei ruoli

  • migliori relazioni tra manager e collaboratori

  • maggiore responsabilizzazione

  • un clima organizzativo più sano

Comunicare meglio significa lavorare meglio.

Gestire conversazioni difficili in modo assertivo non significa evitare il confronto, ma affrontarlo con consapevolezza, rispetto ed efficacia.

People S.p.A. accompagna aziende, manager e team nello sviluppo di queste competenze attraverso percorsi formativi mirati, integrabili in piani personalizzati e finanziabili.




Discoteche ed eventi speciali: quando la sicurezza deve crescere insieme all’evento

Le discoteche e i locali di pubblico spettacolo sono ambienti progettati per operare in condizioni particolari:
affollamento elevato, luci soffuse, musica ad alto volume, attività concentrate nelle ore notturne.

In questo contesto, sicurezza antincendio e gestione delle emergenze rappresentano uno degli aspetti più critici – e troppo spesso sottovalutati – nella gestione di un locale.

Esiste però un momento in cui il rischio cresce in modo significativo:
quando il locale smette di operare in modalità “standard”.

valutazione rischio incendio discoteche

Il rischio incendio nei locali notturni: una complessità strutturale

La valutazione del rischio incendio in una discoteca è, per definizione, più articolata rispetto ad altri ambienti Ho.Re.CA. (hotellerie-restaurant-café). Entrano in gioco fattori come:

  • carico d’incendio elevato (arredi, rivestimenti, scenografie)

  • presenza di materiali infiammabili e allestimenti temporanei

  • impianti elettrici complessi (audio, luci, effetti scenici)

  • possibili fonti di innesco

  • elevata densità di persone e rapida variazione dell’affollamento

Già in condizioni ordinarie, la prevenzione richiede attenzione continua, competenze tecniche e organizzazione.


La sicurezza non è un adempimento: è una scelta gestionale.

Se stai pianificando un evento speciale e vuoi verificare se
valutazione del rischio, piano di emergenza e organizzazione operativa
sono davvero adeguati allo scenario reale,

👉 il team Safety di People S.p.A. è a disposizione per un confronto tecnico.

Eventi “fuori standard”: quando il locale cambia natura

Feste di Capodanno, concerti, DJ set speciali, convention, eventi privati o promozionali
non sono una semplice estensione dell’attività ordinaria.

Un evento speciale comporta spesso:

  • aumento significativo dell’affluenza

  • modifiche temporanee agli spazi

  • allestimenti aggiuntivi

  • variazioni nei flussi di esodo ed evacuazione

  • maggiore pressione su personale e impianti

👉 In questi casi, applicare la stessa valutazione del rischio e lo stesso piano di emergenza ordinario rappresenta un errore gestionale rilevante.

Buona prassi: una sicurezza “tarata” sull’evento

Quando l’evento esce dallo standard, anche la sicurezza deve uscire dallo standard.

Le buone pratiche operative prevedono di:

  • rivedere la valutazione del rischio incendio in funzione dello specifico evento

  • aggiornare il piano di gestione delle emergenze considerando:

    • affollamento reale previsto

    • nuovi allestimenti

    • personale aggiuntivo

  • testare il piano rivisto con una prova o simulazione

  • allineare staff, security e addetti all’emergenza sulle procedure specifiche

La simulazione non è una formalità: è l’unico modo per verificare che ciò che è scritto funzioni davvero.

L’indicatore del buon senso (che pochi applicano)

Esiste un criterio semplice, spesso dimenticato:

Se un evento speciale aumenta affluenza e introiti del X%, anche gli investimenti in safety e security dovrebbero crescere in modo coerente.

Più persone significano:

  • maggiore responsabilità

  • maggiore complessità nella gestione dell’evacuazione

  • maggiore esposizione al rischio

La sicurezza non può restare un costo fisso quando il business diventa straordinario.

Oltre l’obbligo: una gestione matura del rischio

I locali più solidi e longevi sono quelli che:

  • integrano la sicurezza antincendio nella pianificazione degli eventi

  • considerano safety e security come parte del budget dell’evento

  • testano le procedure prima di averne realmente bisogno

La prevenzione non limita l’evento: 👉 lo rende sostenibile, sicuro e professionalmente gestibile.

Un invito concreto agli imprenditori del settore

Prima di organizzare il prossimo evento speciale, chiediti:

  • sto aumentando solo l’incasso o anche il livello di controllo?

  • il piano di emergenza è davvero adeguato a questo scenario?

  • il mio staff saprebbe gestire un’evacuazione in questa configurazione?

Nei locali di pubblico spettacolo, la sicurezza non è un dettaglio tecnico: è una scelta di responsabilità imprenditoriale.

Prevenzione, gestione consapevole e cultura della sicurezza per discoteche ed eventi speciali.




Resilienza, positività e consapevolezza di sé: le competenze chiave per affrontare il lavoro di oggi

Il mondo del lavoro è cambiato profondamente: ritmi accelerati, incertezza, pressione sui risultati e trasformazioni continue richiedono alle persone qualcosa in più delle sole competenze tecniche.

Oggi, la vera differenza la fanno le competenze interiori:
👉 la capacità di reagire alle difficoltà,
👉 di mantenere un atteggiamento costruttivo,
👉 di conoscersi e gestirsi con equilibrio.

In questo contesto, resilienza, positività e consapevolezza di sé diventano competenze strategiche per il benessere delle persone e la sostenibilità delle organizzazioni.

resilienza lavoro

Perché la resilienza è una competenza fondamentale

La resilienza non è “resistere a tutto”, ma saper affrontare le difficoltà senza perdere efficacia e motivazione.

Nel lavoro quotidiano significa:

  • gestire stress e pressione
  • affrontare cambiamenti organizzativi
  • reagire agli imprevisti
  • trasformare le difficoltà in occasioni di crescita

Le aziende che investono su questa competenza sviluppano persone più autonome, responsabili e capaci di adattarsi.

Il ruolo della positività nel lavoro

La positività non è ottimismo ingenuo, ma un atteggiamento mentale consapevole che aiuta a:

  • mantenere lucidità anche nei momenti complessi

  • rafforzare la motivazione

  • migliorare le relazioni professionali

  • favorire collaborazione e clima positivo

Allenare la positività significa migliorare l’approccio alle sfide quotidiane e ridurre il rischio di demotivazione e burnout.


Consapevolezza di sé: la base di ogni crescita

La consapevolezza di sé permette alle persone di:

  • riconoscere emozioni e reazioni

  • individuare i propri punti di forza e aree di miglioramento

  • gestire meglio relazioni e conflitti

  • prendere decisioni più efficaci

Nel contesto aziendale, persone più consapevoli sono anche più affidabili, responsabili e orientate al risultato.


Investire su resilienza, positività e consapevolezza di sé significa investire su persone più forti, motivate e capaci di affrontare il cambiamento. People S.p.A. accompagna le aziende nello sviluppo di queste competenze attraverso percorsi formativi su misura, integrabili anche in piani finanziati.

Il percorso formativo People

Il corso “Resilienza, positività e consapevolezza di sé”, presente nel catalogo formativo People, è progettato per sviluppare queste competenze in modo concreto e applicabile.

Obiettivi del corso:

  • rafforzare la capacità di affrontare le difficoltà

  • sviluppare una mentalità positiva e costruttiva

  • aumentare la consapevolezza personale

  • migliorare benessere e performance lavorativa

Il percorso utilizza una metodologia esperienziale, con esercitazioni pratiche, riflessioni guidate e strumenti immediatamente applicabili.


A chi è rivolto il corso?

  • Manager

  • Team Leader

  • Collaboratori

  • Professionisti

Tutte le persone che vogliono migliorare equilibrio, efficacia e qualità del lavoro.




Near-Miss: le novità introdotte dal DL 159/2025 e gli obblighi per le aziende con più di 15 dipendenti

Il nuovo Decreto-Legge 159/2025, con l’art. 15, introduce modifiche rilevanti nella gestione dei near-miss, cioè i mancati infortuni che avrebbero potuto generare un danno ma che, per circostanze favorevoli, non si sono concretizzati.
La normativa rafforza la cultura della prevenzione e rende obbligatorio, per tutte le aziende con più di 15 dipendenti, adottare un sistema strutturato di segnalazione, analisi e tracciamento dei quasi incidenti.

Near-miss: cosa cambia con il DL 159/2025 e cosa devono fare subito le aziende

👉 Vuoi verificare se la tua azienda è già conforme?
Prenota una gap analysis gratuita con un consulente People.

👉 Preferisci implementare fin da subito un sistema pronto all’uso?
Richiedi il Pacchetto Near-Miss 2025.

Cosa prevede la nuova normativa

Secondo il DL 159/2025:

  • Il Ministero del Lavoro e INAIL emaneranno, entro sei mesi, linee guida ufficiali per la gestione dei near-miss.

  • Le aziende dovranno implementare un sistema interno di segnalazione volontaria, garantendo modalità chiare, sicure e tracciabili.

  • Le segnalazioni dei near-miss entreranno a pieno titolo nella valutazione dei rischi (DVR) e nei processi di miglioramento HSE.

  • Ogni organizzazione sarà tenuta a predisporre un Rapporto Annuale Near-Miss, contenente dati, indicatori, azioni correttive e risultati ottenuti.

Queste misure hanno l’obiettivo dichiarato di creare un sistema preventivo più efficace, basato sull’analisi degli eventi potenziali e non solo di quelli avvenuti.


Gli impatti per le aziende

L’introduzione di un obbligo di segnalazione strutturata modifica concretamente i processi HSE. Tra gli aspetti più rilevanti:

  • Necessità di adottare procedure formalizzate per ricevere, registrare e analizzare le segnalazioni.

  • Definizione di un responsabile interno per la gestione del sistema (RSPP o figura designata).

  • Integrazione dei dati near-miss con incidenti e infortuni, per ottenere una visione completa dei rischi.

  • Documentazione obbligatoria delle azioni correttive e preventive.

Il livello di complessità stimato è medio (6/10): il processo è gestibile, ma richiede strumenti adeguati, metodo e continuità.

Cosa devono fare ora le aziende

Per arrivare preparati all’emanazione delle linee guida, le imprese dovrebbero attivarsi subito:

1) Mappare lo stato attuale

  • Esistono già procedure di segnalazione near-miss?
  • I lavoratori sono formati e consapevoli?
  • La direzione riceve report periodici?

2) Definire un processo strutturato

  • Modello di segnalazione
  • Criteri di classificazione
  • Modalità di analisi e responsabilità
  • Tempi di gestione

3) Aggiornare DVR e procedure HSE

I near-miss diventano elementi da integrare nella valutazione dei rischi e nei piani di miglioramento.

4) Formare correttamente tutto il personale

La segnalazione funziona solo se tutti comprendono perché è importante farla.

5) Predisporre fin da ora una reportistica coerente

Un modello di raccolta strutturato permette di elaborare il futuro Rapporto Annuale Near-Miss senza dover ricostruire dati a posteriori.

Come People S.p.A. supporta le aziende

People S.p.A. offre un pacchetto completo di adeguamento al DL 159/2025, che comprende:

Audit & Gap Analysis Near-Miss

Valutazione dello stato attuale, delle procedure e della tracciabilità.

Implementazione del sistema di segnalazione

  • Modelli e moduli digitali
  • Registro Near-Miss
  • Procedure operative personalizzate
  • Flussi approvativi tracciabili

Supporto alla raccolta dati e alla reportistica annuale

Predisposizione del Rapporto Annuale secondo gli standard MLPS/INAIL.

Formazione HSE dedicata

Per lavoratori, preposti, dirigenti e manager, con focus su cultura della prevenzione.

Consulenza operativa continuativa

Per garantire coerenza con DVR, modelli organizzativi e requisiti legislativi.

Il DL 159/2025 rappresenta un cambio di passo importante nella prevenzione aziendale. La gestione dei near-miss diventa uno strumento strategico e non più solo una buona pratica.

Le aziende che si attivano subito saranno avvantaggiate nell’adeguamento e potranno trasformare l’obbligo normativo in un’opportunità di miglioramento della sicurezza, dell’efficienza e della cultura organizzativa.




Imparare a delegare per crescere: la competenza che ogni Manager dovrebbe sviluppare

Delegare non significa semplicemente “assegnare un compito”.
Delegare è un processo manageriale complesso, strategico e profondamente legato alla capacità di guidare un team verso risultati più alti. Eppure, per molti Manager, la delega rimane una delle attività più difficili da attuare.

Secondo quanto emerge dal Catalogo Formativo People 2025, la delega rappresenta una delle competenze chiave per liberare tempo, energia e risorse mentali, permettendo ai Manager di concentrarsi davvero sul proprio ruolo di guida, direzione e supervisione.

In questo articolo approfondiamo perché delegare è fondamentale, quali sono gli errori più comuni e come un percorso formativo strutturato può aiutare a sviluppare questa capacità in modo efficace.

Manager che delega attività al team – delega efficace e leadership

Perché delegare è così importante per i Manager?

Delegare è molto più che distribuire attività:
è un atto di fiducia, di responsabilizzazione e di crescita reciproca.

I principali benefici della delega:

  • Aumenta la produttività del team

  • Permette al Manager di dedicarsi a strategia, decisioni e supervisione

  • Sviluppa competenze e autonomia nei collaboratori

  • Migliora il clima organizzativo e la motivazione

Quando la delega è fatta bene, l’effetto è duplice: il Manager cresce come leader e i collaboratori diventano più competenti, coinvolti e responsabili.

Gli ostacoli che rendono difficile il processo di delega

Il catalogo People evidenzia come la delega sia spesso ostacolata da fattori razionali ed emotivi.
Tra i più frequenti:

  • Paura di perdere il controllo

  • Timore di errori da parte del collaboratore

  • Tendenza al perfezionismo

  • Ansia nel “lasciar andare” alcune attività

  • Difficoltà nel valutare competenze e potenziale dei collaboratori

Questi elementi rendono la delega un processo delicato, che richiede metodo, consapevolezza e allenamento.

Obiettivi del percorso «Imparare a delegare per crescere»

Il percorso formativo People sviluppa la delega come strumento di leadership attraverso tre dimensioni fondamentali:

📌 1. Capacità manageriali legate alla delega

  • Analisi delle competenze del team

  • Definizione di cosa delegare e cosa no

  • Assegnazione chiara delle attività

  • Accompagnamento e supporto continuo

  • Monitoraggio regolare e feedback costruttivo

📌 2. Gestione della dimensione emotiva

  • Gestione della frustrazione

  • Riduzione del timore di perdere controllo

  • Superamento dell’ansia da errore

  • Crescita della fiducia nel team

📌 3. Responsabilizzazione e sviluppo dei collaboratori

  • Favorire autonomia

  • Identificare i talenti

  • Costruire fiducia e senso di responsabilità

  • Stimolare performance e crescita professionale

Cosa si apprende nel corso (il programma)

Il programma formativo include strumenti pratici e immediatamente applicabili:

  • la delega come strumento di leadership

  • cosa delegare: compiti, responsabilità, poteri

  • analisi delle competenze dei collaboratori

  • il processo di delega passo dopo passo

  • pianificazione di verifiche e feedback

  • come facilitare l’autonomia

  • obiettivi chiari e condivisi

  • casi pratici e colloqui di affidamento

Il percorso si svolge con un taglio altamente esperienziale, includendo role play, casi studio, autocasi e simulazioni guidate.

👥 A chi è rivolto?

  • Executive

  • Manager

  • Team Leader
    che desiderano rafforzare le proprie competenze di leadership e migliorare le performance dei collaboratori.

Perché questo corso fa davvero la differenza

Delegare non è un talento innato: è una competenza manageriale che si apprende.
Un approccio strutturato permette al Manager di:

  • liberare tempo per le attività strategiche

  • far crescere le persone in modo misurabile

  • aumentare efficienza, motivazione e responsabilità

  • migliorare la qualità delle decisioni

  • evitare sovraccarico, stress e micro‐management

Il risultato finale è un team più autonomo, più competente e più coinvolto.

Vuoi approfondire o portare il corso nella tua azienda?

People S.p.A. progetta percorsi su misura per team, manager e organizzazioni di ogni dimensione. È possibile attivare il corso:

  • in aula

  • in azienda

  • online

  • come parte di un percorso manageriale personalizzato




Formazione aziendale: perché oggi è l’investimento più strategico per le imprese

Come People S.p.A. può accompagnarti in un percorso formativo aziendale?

In un contesto economico in rapido cambiamento, in cui nuove tecnologie, normative e competenze emergono con velocità, le aziende non possono più limitarsi a “fare formazione”: devono progettarla, integrarla e valorizzarla come una leva strategica per la competitività.

Eppure, molte PMI e studi professionali vivono la formazione come un costo, un obbligo o un adempimento.
La verità?
La formazione è uno dei pochi investimenti a ritorno certo, purché sia svolta con metodo, su misura e con un partner che conosce davvero le dinamiche del lavoro.

People S.p.A., grazie alla sua esperienza come ente accreditato e partner delle imprese, accompagna le aziende in un percorso completo: dall’analisi dei fabbisogni alla progettazione, fino alla possibilità di finanziare gran parte dei costi attraverso fondi come Ebiten, fondi interprofessionali o bandi regionali.

Formazione aziendale

Perché la formazione è un investimento strategico

  • 1.1 Incrementa la produttività

    Le competenze aggiornate riducono errori, tempi morti e inefficienze operative. Team preparati lavorano meglio, più in autonomia e con maggiore sicurezza.

  • 1.2 Migliora il benessere organizzativo

    Formazione non significa solo trasferire contenuti: significa dare alle persone strumenti per sentirsi competenti, valorizzate e parte di un progetto più grande.

  • 1.3 Rafforza la competitività

    Soft skill, digitalizzazione, normativa, sicurezza: chi resta fermo oggi perde terreno, clienti e opportunità.

  • 1.4 Attrae e fidelizza i talenti

    Le persone cercano aziende che investono nella loro crescita. La formazione è uno dei principali elementi di employer branding.

Perché scegliere People S.p.A. come partner formativo

Un approccio concreto e su misura

La formazione non è standard: parte sempre da una mappatura del fabbisogno, specifica per ruolo e obiettivi aziendali.

Metodo delle “4C”

Tutti i percorsi vengono progettati secondo il modello People:

  • Concreti

  • Coinvolgenti

  • Coerenti con gli obiettivi

  • Calcolabili nei risultati

Accesso ai finanziamenti con Ebiten e fondi interprofessionali

People S.p.A. supporta l’azienda in:

  • Scelta del fondo

  • Stesura dei progetti

  • Gestione documentale

  • Rendicontazione

Il risultato?
👉 Molta formazione può essere a costo zero o quasi per l’azienda.

Ampio catalogo formativo + corsi personalizzati

Oltre 70 corsi su:

  • soft skills
  • managerialità
  • sicurezza
  • competenze digitali
  • vendite
  • comunicazione
  • lingue
  • HR e amministrazione

 

Tutti adattabili ai diversi contesti aziendali.

Come funziona il percorso con People

  • Analisi gratuita dei bisogni formativi
  • Scelta dei corsi dal catalogo o progettazione ad hoc
  • Verifica delle opportunità di finanziamento (Ebiten, fondi, bandi)
  • Erogazione in aula, in azienda o online
  • Report finale e certificazione delle competenze

Oggi non è più una scelta: è una strategia.
Formare significa crescere. E People S.p.A. è il partner giusto per farlo, con esperienza, metodo e la possibilità di accedere a finanziamenti che alleggeriscono l’investimento.




Near Miss: i nuovi obblighi per le aziende e il valore della prevenzione attiva

Con il D.L. 159/2025 nasce un nuovo approccio alla sicurezza: il mancato infortunio diventa uno strumento di crescita organizzativa.

Near Miss: i nuovi obblighi per le aziende e il valore della prevenzione attiva

Il recente Decreto-Legge n. 159/2025, entrato in vigore il 31 ottobre, segna un passo decisivo verso una cultura della prevenzione sempre più diffusa e partecipata.
Tra le principali novità introdotte, l’articolo 15 prevede l’obbligo per le aziende con più di 15 dipendenti di identificare, tracciare e analizzare i “near miss”, ovvero gli eventi che avrebbero potuto provocare un infortunio ma che, per circostanze favorevoli, non lo hanno causato.

Si tratta di un cambio di prospettiva importante: non più solo rispetto formale alla norma, ma prevenzione proattiva e miglioramento continuo.
Le imprese dovranno dotarsi di strumenti adeguati per registrare e gestire i mancati infortuni, comunicarne i dati aggregati al Ministero del Lavoro e integrare tali processi nel proprio DVR o SGSL.

Come può aiutarti People S.p.A.

Attraverso la propria divisione Safety & Compliance, People accompagna le imprese nella transizione verso la nuova normativa offrendo:

Ambito
Servizio People S.p.A.
Beneficio per l’azienda
Gestione digitale Piattaforma “NearMiss Tracker” – sistema web/app per registrare, classificare e analizzare i near miss integrabile con ERP o CRM aziendale. Automatizza la raccolta dati e facilita la reportistica verso INAIL/Ministero.
Formazione Corsi “Cultura della Prevenzione e Near Miss Management” per RSPP, dirigenti e lavoratori. Aumenta la consapevolezza e la capacità di segnalazione interna.
Audit e consulenza Audit di conformità Art. 15 D.L. 159/2025 e supporto alla revisione del DVR. Identifica gap e azioni correttive per essere conformi alle nuove linee guida.
Reportistica e analisi Servizio di analisi dati e redazione report annuale. Permette di anticipare criticità e valorizzare le azioni preventive.
Integrazione SGSL Consulenza per integrazione del processo near miss nei sistemi ISO 45001. Garantisce coerenza tra requisiti normativi e certificativi.

Quando entreranno in vigore gli obblighi

Le Linee Guida nazionali saranno pubblicate entro aprile 2026, con successiva entrata in vigore degli obblighi operativi per le imprese.

📞 Il team Safety & Compliance di People S.p.A. è già operativo per accompagnare le aziende nell’adeguamento alla nuova disciplina.




Sicurezza sul lavoro: obblighi e innovazione nel DVR 2025

Il mondo del lavoro evolve rapidamente e con esso anche i rischi da prevenire.
Il 2025 segna un passaggio fondamentale per la sicurezza nei luoghi di lavoro, con due novità che impatteranno direttamente i datori di lavoro e i responsabili della sicurezza.

Sicurezza sul lavoro 2025: nuovi rischi da IA e molestie nei DVR aziendali

1. Molestie e aggressioni: nuovo obbligo di valutazione nel DVR

Dal 17 ottobre 2025 ogni azienda dovrà includere nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) la valutazione dei rischi legati a molestie, violenze e aggressioni.
Una misura che punta a tutelare il benessere psicosociale dei lavoratori, ma che richiede anche nuove procedure organizzative, canali di segnalazione e formazione adeguata per i dipendenti.

2. Intelligenza Artificiale: tra opportunità e nuovi rischi

L’IA sta rivoluzionando la gestione della sicurezza:

  • Opportunità: analisi predittiva per prevenire incidenti, formazione immersiva, monitoraggio in tempo reale.

  • Rischi: stress da controllo algoritmico, sovraccarico cognitivo, vulnerabilità cyber che influiscono anche sulla safety.

Questi elementi entrano ora a pieno titolo nella valutazione dei rischi aziendale, con un collegamento diretto alla privacy e al benessere organizzativo.

3. Perché agire subito

Aggiornare il DVR non è solo un obbligo: è un’occasione per migliorare processi, clima aziendale e reputazione.
Le aziende che si muovono per prime non solo saranno conformi alle normative, ma potranno trasformare la sicurezza in un vantaggio competitivo.

Affidati a People S.p.A.

Gli esperti di People affiancano le imprese nell’analisi dei rischi, nella redazione del DVR e nella formazione obbligatoria, integrando i nuovi fattori legati a IA, benessere e tutela della persona.

📞 Vuoi aggiornare il tuo DVR e integrare correttamente i nuovi rischi?


Trasforma la sicurezza da vincolo normativo a valore strategico.




Percorso Formativo Intelligenza Emotiva in Azienda

Nel contesto lavorativo moderno, parlare di intelligenza emotiva in azienda significa affrontare una delle competenze più strategiche per la crescita delle persone e delle organizzazioni. Non basta più il solo quoziente intellettivo: oggi il quoziente emotivo (QE) è un elemento decisivo per migliorare relazioni, benessere e performance.

intelligenza emotiva in azienda

L’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere e comprendere le proprie emozioni e quelle degli altri, imparando a gestirle in modo positivo e a trasformarle in risorse utili per la comunicazione, la collaborazione e la leadership. Teorizzata negli anni ’90, oggi rappresenta una soft skill fondamentale per manager, team leader e professionisti che vogliono guidare con empatia, prendere decisioni consapevoli e affrontare i cambiamenti con resilienza.

Perché sviluppare l’intelligenza emotiva

Le ricerche confermano che i team con alto livello di intelligenza emotiva:

  • gestiscono meglio i conflitti interni,

  • mostrano maggiore coinvolgimento e senso di appartenenza,

  • riducono stress e turnover,

  • aumentano produttività e capacità di innovazione.

In altre parole, la leadership emotiva non solo migliora il clima aziendale, ma diventa un vero e proprio vantaggio competitivo.

Il percorso formativo People

People S.p.A. propone un percorso formativo sull’intelligenza emotiva in azienda strutturato in tre fasi:

  1. Self assessment: analisi iniziale per riconoscere le proprie emozioni e il loro impatto.

  2. Autoregolamentazione: tecniche pratiche per gestire le emozioni e utilizzarle come guida nelle decisioni.

  3. Consapevolezza sociale: sviluppo dell’empatia e della capacità di costruire relazioni positive e produttive.

Grazie al metodo People, basato sul modello delle 4C (Concreto, Coinvolgente, Coerente, Calcolabile), ogni percorso è progettato per essere misurabile nei risultati e adattabile alle esigenze delle aziende.

Investire nell’intelligenza emotiva significa investire nel benessere organizzativo, nella crescita delle persone e nella competitività dell’impresa. Un percorso strutturato può trasformare le emozioni in una risorsa per guidare i team, migliorare la comunicazione e generare valore duraturo.